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Giovani positivi: cercansi piccoli Steve Jobs italiani

Era circa un mese, dall’inizio dell’anno scolastico, che gli studenti di quarto anno di una scuola leccese si stavano spremendo le meningi sulla natura del progetto da affrontare nei prossimi due anni, senza però giungere ad una idea che fosse davvero “buona” finché la prematura scomparsa del fondatore della Apple, con i suoi messaggi di incoraggiamento ai giovani, non ha iniziato a stuzzicare una nuova ispirazione relativa alla difficile (o impossibile) possibilità che in Italia possano crescere degli “Steve Jobs” nostrani. Poi, l’appello di Mario Draghi di venerdì scorso «Bisogna aiutare i giovani, senza di loro non c’è crescita. L’Italia sta sprecando risorse umane mettendo a rischio il futuro» è risultato decisivo ed ecco che l’idea è venuta fuori, chiara, precisa e determinata: ad aiutare i giovani dobbiamo contribuire noi, i giovani.

 Nasce così da parte degli studenti della 4A dell’Istituto Costa di Lecce il progetto denominato “Energy Tribe – la tribù dei giovani positivi”, uno strumento che ha le finalità di individuare, dare visibilità e diffondere le capacità, le abilità ed i talenti troppo spesso ignorati di tutti quei giovani italiani che hanno e sanno usare il cervello. Energy Tribe si esplicherà attraverso un sito web e l’ausilio dei social network, sarà un non luogo dove saranno pubblicati nomi, idee ed esperienze dei giovani under 20 che, contrariamente al luogo comune che li vuole vedere tutti totalmente senza interessi e fannulloni, si impegnano fattivamente e si prodigano con creatività nei settori più svariati, in politica, nel sociale, nelle scienze, nel web, nell’imprenditoria, sport, musica, etc.

Ma c’è anche un aspetto ancora più ambizioso e importante, per quanto concerne le idee imprenditoriali e le “invenzioni” di nuovi prodotti e servizi, i giovani salentini innalzeranno il limite d’età agli under 30 e creeranno una vera e propria vetrina delle idee per offrire una sorta di catalogo a quelle imprese e a quegli imprenditori privati che volessero finanziare o supportare nuove imprese. Molto probabilmente, quest’ultimo servizio rappresenta in Italia la prima esperienza del genere. «E’ un’emerita baggianata la considerazione diffusa secondo cui tutti i giovani di oggi sono solo degli sfaticati, senza ambizioni e senza sogni, e noi siamo pronti a dimostrarlo. – spiegano gli studenti – Con il nostro progetto metteremo in luce tutti i nostri coetanei che con creatività e determinazione sono degli “impegnati”, in tutti i settori.

Noi crediamo che l’impegno politico e sociale, insieme alla creatività imprenditoriale e l’inventiva di prodotti e servizi originali da parte dei giovani siano il punto da cui debba partire la nuova crescita economica del nostro Paese. E’, insomma, nelle nostre intenzioni dare vita ad una sorta di “Silicon Valley” tutta italiana, un posto dove le giovani idee imprenditoriali possano essere conosciute e, magari, finanziate. Saremo degli ottimisti, ma siamo convinti che in Italia ci siano ancora delle imprese e degli imprenditori privati intenzionati a dare credito e supporto alle giovani idee e alle idee dei giovani.»

Il primo passo ora è quello di scovare i giovani “Steve Jobs” nostrani, ossia tutte quelle ragazze e tutti quei ragazzi positivi degni di diventare membri della Energy Tribe, ecco quindi il perché del titolo di questo comunicato. E’ un appello lanciato su tutta la penisola, si accettano sia auto-candidature che segnalazioni da parte di scuole, insegnanti, parenti e amici: Ragazzi, inventori di app, creativi, impegnati nella politica, nel sociale, nello sport e nella musica, fotografi e registi, FATEVI AVANTI, ORA C’E’ POSTO PER VOI. Gli interessati possono inviare le segnalazioni all’indirizzo: itc.costa@clio.it

Infine, per quest’ultima creatura, gli studenti del Costa hanno anche fatto loro, adattandola e facendola diventare lo slogan del progetto, una tipica esortazione di Steve Jobs, ossia “Forever hungry, forever foolish” (per sempre affamati, per sempre folli).

Che siano le premesse per la nascita del “sogno italiano”?