Giovani, sicurezza e mafia

December 23, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Eventi 

I risultati del town meeting organizzato per la Festa della Legalità
Duecento giovani toscani dicono la loro su sicurezza e mafia
Più protezione, ma no a ronde e giustizia fai da te. Troppa collusione tra mafia e politica

Una città più sicura è soprattutto quella dove forze dell’ordine e telecamere permettono un maggior controllo e rispetto delle leggi. Ma una città più sicura è anche quella dove gli spazi pubblici sono vissuti, una città (o un quartiere) non abbandonata a se stessa ma di cui ci si riappropria e una città più illuminata, pulita e in ordine. Così come il miglior contributo alla sicurezza, piuttosto che le ronde o la giustizia fai da te – che pure un ragazzo su dieci sceglie, o l’una o l’altra -, è la denuncia, la collaborazione con le forze dell’ordine e un miglior senso critico per non farsi suggestionare da quello che dicono giornali e televisioni.
Così su sicurezza e legalità la pensano per lo più i giovani, almeno quelli – più di duecento studenti provenienti un po’ da tutta la regione; che oggi hanno partecipato a Firenze e in collegamento sul web da altre quattro città toscane (Arezzo, Abbadia San Salvatore, Massa e Capannori) al primo town meeting elettronico che ha animato la Festa della legalità promossa dalla Regione.

Seduti attorno ad un tavolo, per sei ore
Il town meeting è un’espressione di partecipazione diretta che ha radici lontane, usato negli Stati Uniti nel Settecento quando le cittadine del New England ancora non avevano un sindaco. Con le nuove tecnologie, il town meeting elettronico diventa una grande assemblea ‘virtuale’ dove, seduti in non più di dieci attorno a grandi tavoli rotondi prima si discute – con l’aiuto di un facilitatore, collegati con un computer ad una regia centrale che associa e rielabora le opinioni di tutti – e poi si vota, con un telecomando, le risposte che scorrono sul grande schermo. Ed è quello che è successo oggi al Palacongressi e sulla rete, sesto t own meeting organizzato in meno di quattro anni in Toscana.

Le istituzioni devono saper ascoltare i ragazzi
“L’insicurezza è un male dei nostri tempi – commenta l’assessore alle riforme istituzionali, Agostino Fragai – Spesso si tratta più di una manifestazione di disagio sociale che di un pericolo oggettivo. E che questa sia presente nella popolazione anziana è abbastanza naturale: si può contare meno sulle proprie forze e il mondo non è più, per tante ragioni, quello di un tempo”. “Deve stupire e preoccupare di più – aggiunge – quando anche fra i giovani si manifestano sintomi di scarsa fiducia nel futuro e di chiusura verso il diverso. Non è così per la maggioranza dei ragazzi. Bisogna saper ascoltare, però. E questo town meeting può essere di grande aiuto.”
“L’esperienza di oggi – –aggiunge il vice presidente della giunta regionale, Federico Gelli -, dimostra che è possibile aprire una strada nuova capace di far crescere insieme due diritti fondamentali, quello alla legalità e alla sicurezza e quello alla partecipazione: attraverso un percorso in cui ogni cittadino può diventare protagonista”.

Ragazzi in cerca di protezione
Dalla mattina fino alle quattro del pomeriggio gli duecento ragazzi del town meeting si sono confrontati su tre grandi temi: la sicurezza urbana, i diritti (e la violenza) sulle donne e le infiltrazioni mafiose.


Ci sono risposte che ti aspetti ed altre che sparigliano invece il campo.
Il 45% di loro dice che i cittadini dovrebbero collaborare con le forze dell’ordine e denunciare le illegalità e che questo è il miglior contributo per far crescere la sicurezza. Senza farsi suggestionare da giornali e televisioni (29%).
I giovani chiedono più protezione: il 47% pensa che una città più sicura sia quella con più polizia a giro e più telecamere per strada. Ma sono in fondo ottimisti: pochi, solo il 2%, pensa che non si possa far niente. Chiedono anche più educazione alla legalità: a scuola con programmi che partano fin dalle elementari (32%), nella società con l’esempio degli adulti (29%) ma anche aiutando le famiglie nel loro importante ruolo educativo (16%) o utilizzando gli stessi mezzi di comunicazione di massa, spesso sul banco degli imputati. Ed è in parte quello che il Comune di Pisa sta cercando di fare, come ha spiegato l’assessore alla scuola e alla cultura della legalità Maria Luisa Chiofalo, attraverso un progetto di educazione nelle scuole con la partecipazione di professionalità specifiche, come quelle degli avvocati.

Più educazione sui diritti delle donne
Anche sul rispetto dei diritti delle donne molto si può fare, secondo i giovani, con l’educazione: intervenendo sui massi media che sono i responsabili della mercificazione delle donne (36%), aiutando la donna a promuovere un’immagine più forte di se stessa (28%) o incentivando la sua autodeterminazione (19%). Per far crescere il rispetto tra uomini e donne pensano che occorra educare i futuri adulti fin dall’asilo (27%), ma può aiutare anche una maggiore interazione tra i sessi (39%). L’importante, almeno per il 15% di ragazzi e ragazze, è che la donna non “lasci passare” comportamenti prevaricanti considerandoli “naturali”. CI sono però anche donne fragili. E in questo caso la miglior risposta è l’assistenza e una giustizia che funziona (38%), maggiori tutele e controlli sui luoghi di lavoro (21%) e centri di ascolto più numerosi e diffusi (15%). Inoltre serve più informazione.

Quote rosa: per i ragazzi sono inutili
Quanto alle quote rosa solo per un terzo (32%) sono utili per difendere il diritto delle donne ad un pari trattamento. Per il 12% sono inutili e per quasi un quarto (24%) addirittura fonte di discriminazione. Ancora più sorprendente è la risposta alla domanda se una donna può essere libera di gestire il proprio aspetto fisico senza per questo essere considerata una provocatrice. Solo il 63% degli oltre duecento giovani del town meeting (tra cui le ragazze sono il 51%) risponde sì. Per un terzo questo diritto non esiste.

Mafia, troppa collusione con la politica
L’ultimo tema è stato la mafia, con l’ex magistrato Pierluigi Vigna che ha commentato in diretta i risultati. E sulla mafia i ragazzi sembrano avere un’idea ben precisa. Il problema è il collegamento con la politica (96%): per il 91% è addirittura il problema principale. E i cittadini si rivolgono alla mafia, dicono sempre i ragazzi, “perché è più accessibile dello Stato&rd quo; (59%) e non tanto per paura (11%) o soldi (10%). Un giudizio negativo, sulla classe politica italiana, che torna anche sui modi per promuovere l’educazione alla legalità: il 39% risponde “rinnovando la classe politica, perché l’attuale non dà buon esempio di legalità”.


Fifa 10, Ferrari GT Evolution e altri giochi su Nokia Ovi Store

December 23, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Giochi 

Fifa 10, Ferrari GT Evolution e altri giochi su Nokia Ovi Store

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Progetto Giovani Campania

December 16, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: lavoro 

 

Progetto Giovani Campania

Selezione 50 giovani da ammettere al percorso di approfondimento specialistico su politiche e strumenti dell’Unione Europea

In riferimento alla selezione di 50 giovani esperti da ammettere al percorso di approfondimento specialistico su politiche e strumenti dell’Unione Europea curata dal Formez per conto della Regione Campania e realizzata nell’ambito del progetto 100 giovani per l’Europa, si riporta in allegato:

l’elenco dei candidati ammessi al colloquio motivazionale, tecnico e sulle esperienze (Allegato A);

il calendario con le date nelle quali i candidati dovranno sostenere il colloquio nei giorni 16, 18 e 21 dicembre 2009 (Allegato B).

Le prove si svolgeranno presso la sede del Formez – Comprensorio Olivetti – Via Campi Flegrei, 34 – Arco Felice di Pozzuoli (NA).

Selezione 50 giovani da ammettere al percorso di approfondimento specialistico su politiche e strumenti dell’Unione Europea #@

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Musica e giovani. Come costruire una band musicale

December 7, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Musica 

 

Negli ultimi anni sempre più giovani hanno voluto avvicinarsi al mondo della musica, cantando o imparando a suonare uno strumento.

Sempre più persone, soprattutto giovani, si stanno avvicinando al mondo della musica suonata, oltre che ascoltata. Che la musica sia una parte importante delle nostre vite è innegabile, basta pensare a come ci mette di buon umore ascoltare un pezzo che ci piace, anche in momenti di stress e a quante più persone ascoltano la radio ogni giorno anche in ufficio, dal computer. La musica permette di trascorrere il tempo molto più piacevolmente, cosicché molti giovani decidono di farne sempre più importante della loro vita.

È così che ragazzi e ragazze devono imparare a suonare uno strumento, e per i più appassionati arriva il momento di scrivere qualche pezzo e magari registrare qualche pezzo, e qui però servono dei veri accessori musicali studio. Tipicamente uno studio di registrazione consiste di due o più spazi: una sala di controllo, o regia (control room), attrezzata con apparecchi adatti a registrare i dati su supporto, a instradare il suono in canali appositi e a manipolarlo per vari scopi; c’è poi una sala (o più) chiamata “live room”, destinata ad ospitare chi (o cosa) produce il suono. Tali sale sono isolate acusticamente, se devono ospitare degli strumenti molto rumorosi, e per evitare che il suono che viene prodotto venga registrato da microfoni presenti eventualmente in altre sale.


La sala ripresa è una stanza isolata acusticamente e molto curata, dove i suoni sono ripresi per essere poi trasferiti in regia.
La regia è l’ambiente, anch’esso acusticamente isolato e curato, dove si trovano il mixer, audio mixer dj, i monitors ed altri processori di segnale tra cui registratori multitraccia, multieffetto, cd recorder, DEC, DAT e altri ancora. In questo ambiente il fonico modifica e miscela i segnali audio.
Ovviamente usufruire di queste attrezzature ha un certo prezzo, ma ne esistono di più care e di più economiche. Inoltre questo è un passo fondamentale per promuovere la propria musica.

Certo per iniziare occorre investire negli strumenti e nelle attrezzature, soprattutto se si vuole cominciare a fare qualche concerto in giro, come per esempio gli amplificatori, chitarre, batteria, aste musicali. Ora è possibile risparmiare un po’ di soldi con i siti di vendita online, che spesso propongono offerte vantaggiose per molti oggetti. In questo modo anche un gruppo alle prime armi può iniziare a far sentire la propria voce in giro. La strumentazione infatti è fondamentale per un gruppo. Ma una delle cose più importanti è l’affiatamento fra i vari membri, il provare insieme spesso e magari a intervalli regolari, la creazione di un proprio repertorio fra cover e pezzi originali. Prima di registrare è infatti importante aver fatto un po’ di gavetta, aver suonato molto in giro, nei locali, alle fiere, alle feste dei paesi. Anche se all’inizio bisogna accontentarsi, questa è l’unica strada per farsi conoscere in questo ambiente e crearsi così un pubblico affezionato.


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