Settembre 27, 2020

Fotofobia, hai mai pensato di soffrirne?

Quante volte avete pensato che senza gli occhiali da sole non avreste resistito alla luminosità dell’ambiente in cui vi trovate?

Questa condizione si chiama fotofobia e, la maggior parte delle volte è da imputare ad una condizione oggettiva come una giornata di sole o un riflesso dovuto all’acqua. Altre volte, però, può provenire da situazioni di salute particolari. Vediamole meglio.

Il fototipo

La sensibilità alle luci è maggiore nelle persone che hanno la pelle e gli occhi chiari. Ciò è dovuto alla presenza di melanina minore. Non è una situazione grave, ma chi ha queste caratteristiche fisiche deve dedicare più attenzione agli occhi, mettendo occhiali da sole di categoria 3 pure in inverno o anche in città.

L’albinismo oculare

Le persone che soffrono di albinismo oculare hanno una mancanza parziale, a volte anche totale, di melanina negli occhi. In tal caso l’intolleranza alla luce si manifesta già da bambini e arriva anche ad impedire di tenere gli occhi aperti quando ci si trova in un ambiente molto illuminato. Esistono per fortuna delle difese: come occhiali da sole con le lenti speciali, il filtro per la luce blu o anche semplicemente dei cappellini con la visiera per proteggersi dai raggi diretti.

Un trauma all’occhio

Può capitare un piccolo incidente, tipo un dito nell’occhio o un’abrasione causata dalla lente a contatto a provocare una lesione alla cornea, l’area attraverso la quale entra la luce. In tal caso, manca un filtro e, se c’è una forte luce, si potrebbe sentire del dolore o notare arrossamento e lacrimazione. Vi consigliamo di rivolgervi ad un medico per normalizzare la situazione in 2-3 giorni.

L’uso delle lenti a contatto

Le lenti a contatto si devono usare con attenzione; devono essere tolte e conservate in maniera adeguata e non utilizzate oltre i tempi indicati. Una cattiva gestione può provocare delle lesioni o anche infezioni con la conseguente formazione di un ascesso e problemi di reazione alla luce. In tal caso è inevitabile sottoporsi ad una visita oculistica a Roma o nella città di residenza e sottoporsi alle cure di uno specialista, come quelli di MVM, che individuerà subito il microrganismo che è responsabile del problema stabilendo la cura più adeguata per la guarigione dell’occhio.

Conclusioni

Nella gran parte dei casi, la fotofobia, non è preoccupante e si risolve nel giro di qualche giorno, se non comporta un calo della vista e non è collegata ad ulteriori sintomi. Invece, la visita oculistica è consigliata negli altri casi, per escludere che la sensibilità alla luce possa provenire da una congiuntivite, una blefarite, un’uveite, una neurite o un cheratocono.

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