Novembre 24, 2020

Viaggiare in Sri Lanka un anno dopo il terribile attentato di Pasqua 2019

A partire dalla fine della sanguinosa guerra civile che per anni ha sconvolto il nord dello Sri Lanka, il conflitto in cui le Tigri Tamil rivendicavano l’indipendenza dell’area settentrionale, il paese ha goduto di un’importante impennata turistica, trascinata dalla combinazione Sri Lanka-Maldive che da tempo viene proposta per un viaggio di nozze da sogno.

Grazie agli stranieri l’economia stava ripartendo e la popolazione locale aveva iniziato a investire i pochi soldi che riusciva a risparmiare per ristrutturare stanze o appartamenti e metterli a disposizione dei turisti: così facendo in molti hanno dato fondo a tutte le risorse di famiglia, nella speranza di costruirsi un futuro migliore. In molti non hanno esitato a indebitarsi a fronte di una richiesta sempre maggiore di camere e case in affitto. Questo movimento, grazie anche a piattaforme come Airbnb, cresceva dal basso e fatto salvo per i grandi resort della zona a sud del paese era fatto di persone povere, spesso con lavori umili e precari che rischiavano tanto per garantire alla propria famiglia un avvenire.

Le cose stavano marciando per il verso giusto quando il giorno di Pasqua (XX Aprile) del 2019 sono scoppiate XX bombe nelle chiese XX che hanno fatto XX vittime. Si è trattato di un attentato terroristico che ha coinvolto non solo le vittime e i loro cari, ma gran parte della popolazione: le bombe infatti avevano il chiaro intento di bloccare l’intero paese, che con una stagione turistica alle porte (gran parte dei viaggi di nozze in Europa si concentrano in Maggio-Giugno e Luglio) avrebbe subito un contraccolpo pesantissimo.

In breve la notizia della tragedia in Sri Lanka fa il giro del mondo e le agenzie turistiche iniziano a ricevere una disdetta dopo l’altra. Nessuno voleva più mettere piede nel paese, perché terrorizzato che i fatti di Pasqua 2019 potessero ripetersi. Nel giro di pochi mesi la situazione appare disperata: senza turisti, le famiglie che hanno investito tutto il poco che avevano per ricavare una piccola stanza da affittare si ritrovavano a non riuscire più a pagare i debiti contratti e la fragile economia del paese rischiava seriamente di compromettersi ulteriormente.

La comunità internazionale, i giornalisti e i blogger indipendenti hanno quindi iniziato una campagna di sensibilizzazione volta a sottolineare che una vacanza nel paese non sarebbe stata affatto pericolosa e la situazione di politica interna era assolutamente stabile.

A quasi un anno dai fatti raccontati questo nostro scritto ha l’obiettivo di continuare nella direzione di quanti già da qualche mese spronano ad organizzare un viaggio in Sri Lanka, uno dei paesi più affascinanti e selvaggi al mondo… perché la situazione non è molto diversa da quella di qualche anno fa, quando le sue spiagge (e parchi naturali) erano prese d’assalto da turisti di tutto il mondo.

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