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L’UNIVERSITA’ DI ARCHITETTURA: INFORMAZIONI E CONSIGLI

Se il tuo sogno è quello di intraprendere un percorso universitario in Architettura questo è un articolo che può darti alcune informazioni utili e tutti i consigli necessari prima di scegliere l’università che fa a caso tuo.

Ma procediamo uno step per volta. Prima di tutto andiamo a vedere chi a cosa serve l’architetto. L’architetto e, più in generale, l’architettura elaborano piani per nuove costruzioni oppure per l’ampliamento o la trasformazione di quelli già esistenti, oltre che, il loro compito è quello di supervisionare l’esecuzione di progetti in campo edile. I laureati in architettura trovano lavoro in studi di architettura o di progettazione, sia in campo pubblico che privato, hanno il ruolo di tutelare i monumenti e l’amministrazione immobiliare, o possono operare da liberi professionisti, o, infine, possono continuare i loro studi e specializzarsi ancora di più.

Ma come si fa a diventare architetto? La risposta a questa domanda è quella di superare il test di ammissione che ogni anno viene fatto a carattere nazionale per entrare a far parte di una delle Università Italiane di Architettura. Il superamento di questo test non è semplice e per questo vi consiglio fin da ora, se il vostro obiettivo è quello di diventare architetto, è di comprare i libri appositi e di studiare, studiare e studiare.

Le Università di Architettura presenti nel nostro territorio sono:

  • Università degli Studi di Palermo
  • Università degli Studi di Napoli
  • Politecnico di Bari
  • Università di Bologna
  • Università Kore di Enna
  • Università degli Studi di Ferrara
  • Università degli Studi di Firenze
  • Università degli Studi di Genova
  • Università degli Studi della Basilicata
  • Università Federico II di Napoli
  • Università di Chieti-Pescara
  • Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria
  • Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
  • Università di Catania.

Il mio consiglio nella scelta dell’Università è quello di prediligere un ateneo di dimensioni non gigantesche ma comunque di eccellenza, come il caso dell’Università degli Studi di Genova, al terzo posto della classifica delle università italiane di architettura elaborata dal Censis come guida per la scelta dell’università.

È vero che Genova come città è caotica, data soprattutto la sua natura di città portuale, ma trovare un appartamento o una camera nella città risulta essere semplice grazie ai moltissimi siti web appositi, come RoomUp, che ti aiutano a trovare la tua abitazione universitaria nei pressi della facoltà scelta.

Quindi se questo articolo ti è stato utile e se il tuo sogno è quello di diventare un architetto comincia a metterti a lavoro e a fare le simulazioni del test, sia sui libri che online.

Lo sviluppo degli Atenei Telematici

A partire dal decreto ministeriale del 17 aprile 2003 sono stati istituiti in Italia gli atenei telematici. Sono strutture universitarie private riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che si vanno a sovrapporre agli atenei statali nella proposizione di corsi di laurea riconosciuti in termini di legge.
In questi 10 anni gli atenei telematici si sono moltiplicati su tutto il territorio nazionale; sono nate università online a Milano, a Roma ma anche al Sud Italia con un totale di circa 40 mila iscritti, quasi un decimo del totale degli studenti che ogni anno escono dalle scuole superiori italiane.
In realtà però, diversamente da quanto avviene con gli atenei tradizionali, la collocazione geografica di una università telematica non rappresenta un limite per nessuno. La caratteristica di questi atenei online è infatti quella di consentire ai propri studenti di seguire tutte le lezioni anche da casa.
Come? Grazie all’e-learning. Nella pratica accade che i docenti delle università telematiche, oltre a tenere le normali lezioni in aula, registrano i loro corsi e li mettono a disposizione in formato streaming su internet.
In questo modo lo studente, che per inciso potrebbe trovarsi tanto nella stessa città quanto dall’altra parte dello Stivale, non deve fare altro che collegarsi con le sue credenziali al sito dell’università e guardarsi i video delle lezioni in streaming.
In caso di dubbi può contattare, sempre online, il docente di riferimento del corso per chiarimenti e domande.
Agli studenti viene richiesto di recarsi fisicamente in facoltà solo per sostenere gli esami; ma anche in questo caso le università telematiche cercando di venire incontro alle necessità dei discenti.
Se infatti si vive in una città lontana da quella in cui è presente la facoltà, è possibile in alcuni casi richiedere di sostenere l’esame nella sede di istituti convenzionati con l’università telematiche, ma più vicini al domicilio dello studente.

Pacchetto Università: soldi in più solo a Università migliori, Anvur, taglio corsi inutili

 

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Pacchetto Università: soldi in più solo a Università migliori, Anvur, taglio corsi inutili

Roma, 24 luglio 2009

Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla nuova Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur). Inoltre il Ministro Gelmini ha firmato i seguenti provvedimenti per l’Università:

•Ripartizione FFO e fondo premiale 7% – fondi a Università virtuose
•Taglio dei corsi inutili
•Criteri di valutazione per concorsi da ricercatore
•Direttiva per il varo dei concorsi 2008
1- Università, via libera del Cdm alla nuova Agenzia
che valuterà la qualità degli atenei e della ricerca

L’Anvur deciderà su fondi da distribuire agli atenei migliori

Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura il Regolamento sulla struttura e il funzionamento dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur).

La nuova Agenzia valuterà la qualità degli Atenei e degli Enti di ricerca. Le rilevazioni prodotte saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle Università ed agli Enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori.

Il Regolamento approvato oggi rende l’Anvur più autonoma rispetto a quanto previsto nella precedente legislatura. Il Presidente e il Comitato di selezione che individuerà i membri del Consiglio direttivo saranno nominati infatti dal Presidente della Repubblica e non più dal Governo.

La nuova Agenzia sostituisce e unifica i due comitati di valutazione attualmente esistenti: il Cnvsu (che valuta le università) e il Civr (che valuta la ricerca).

Cosa valuta l’Anvur

•L’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro;
•Le strutture delle università e degli enti di ricerca, i corsi di studio universitari, i dottorati di ricerca, i master universitari e le scuole di specializzazione;
•La qualità e i risultati dei progetti ricerca;
•L’acquisizione di finanziamenti esterni, l’attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati;
•Valuta attraverso criteri internazionali la qualità e i risultati della ricerca. Si userà dunque il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici internazionali.
Altri compiti dell’Anvur

•Elabora e propone al Ministro i requisiti quantitativi e qualitativi per l’istituzione di nuove università o di sedi distaccate, per l’attivazione di tutti i corsi di studio universitari, dei dottorati di ricerca, dei master universitari e delle scuole di specializzazione;
•Valuta i risultati degli accordi di programma ed il loro contributo al miglioramento della qualità complessiva del sistema universitario e della ricerca;
•Valuta l’efficienza e l’efficacia dei programmi pubblici di finanziamento e di incentivazione delle attività didattiche, di ricerca e di innovazione.
Ogni anno l’Anvur redigerà un rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca che sarà presentato al Ministro e trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) e al Parlamento.

Composizione dell’Anvur

L’Agenzia sarà composta dal Presidente, da un Consiglio direttivo e dal Collegio dei revisori dei conti. Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente nominati.

Il Consiglio direttivo determinerà le attività dell’Agenzia, i criteri e i metodi di valutazione. I suoi componenti saranno nominati dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro che sceglierà i membri da un elenco definito da un comitato di selezione. Questo comitato sarà composto da cinque membri designati rispettivamente dal Ministro, dal Segretario Generale dell’OCSE, dal Presidente dell’Accademia dei Lincei, dell’European Research Council e dal Consiglio Nazionale degli Studenti.

2- Ripartizione FFO e fondo premiale 7%:
più soldi a Università virtuose

Per la prima volta in Italia il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha assegnato una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato infatti distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare i 2/3 di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, 1/3 in base alla qualità della didattica.

Prende il via, dunque, con questo provvedimento firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini, il nuovo sistema di valutazione delle Università italiane, grazie al quale saranno premiati gli Atenei più virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente anche dalla CRUI.


Da una prima analisi della situazione emerge che l’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri.

Trento, ad esempio, pur essendo un piccolo Ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca.

Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università che non hanno gli standard qualitativi previsti.

Molte le Università del Centro-Sud promosse: Roma “Tor Vergata”, l’Università di Chieti e Pescara, l’Università della Calabria, l’Università Politecnica delle Marche, l’Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l’Università del Sannio di Benevento.

In particolare Trento ottiene 6 milioni in più, il politecnico di Milano 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia invece viene tolto 1 milione di euro, a Macerata meno 1,13 milioni.

Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno pubblicate sul sito del Ministero.

L’erogazione dei finanziamenti del 7% alle Università di Trieste, Firenze e Siena è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso.

Ecco, di seguito, i parametri con i quali sono state valutate le Università:

in base alla qualità della ricerca si è tenuto conto:

•per il 50% delle valutazioni dell’agenzia Civr sulla qualità della ricerca in base a parametri internazionali;
•per il 20% del numero dei ricercatori e dei docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca italiani valutati positivamente;
•per il 30% della capacità delle Università di intercettare finanziamenti europei per la ricerca.
In base alla qualità della didattica si è tenuto conto:

•per il 20% della percentuale dei laureati che trovano lavoro a 3 anni dal conseguimento della laurea;

•per il 20% delle Università che tengono corsi con i propri insegnanti di ruolo e che limitano il ricorso a contratti e docenti esterni. In questo modo si vuole limitare la pratica non virtuosa della proliferarazione di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati a personale non di ruolo;

•per il 40% della quantità degli studenti che si iscrivono al secondo avendo fatto almeno i 2/3 degli esami del primo anno. Questo per premiare le Università che curano la didattica e in generale gli atenei che limitano la dispersione;

•per il 20% delle Università che danno la possibilità agli studenti di valutare attraverso un questionario la qualità della didattica e la soddisfazione per i corsi di laurea frequentati.
3- Taglio dei corsi inutili

Il ministro Mariastella Gelmini ha inviato alle Università una nota illustrativa in cui sono contenute una serie di misure per eliminare i corsi di laurea non necessari.

In questi anni, infatti, si è assistito ad una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente (es. I corsi di specializzazione di medicina sono stati ridotti da 1600 a 1200. Ridotti anche i settori disciplinari).

In particolare, con questo provvedimento sarà avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea, attraverso:

•una definizione di più elevati requisiti di docenza per attivare i corsi di studio, al fine di ridurne la proliferazione;
•disattivazione obbligatoria dei corsi di studio con basso numero di studenti;

•limitazione alla proliferazione degli insegnamenti, attraverso l’individuazione del carico massimo di docenza che ciascun Ateneo è complessivamente in grado di erogare;
•limitazione alla frammentazione degli insegnamenti attraverso definizione del numero minimo di crediti (6) per esame;
•eliminazione degli ostacoli di natura organizzativa e formale alla mobilità degli studenti, determinati da una eccessiva eterogeneità dei regolamenti didattici degli Atenei;
•potenziamento dell’efficacia valutazione interna, prevedendo una composizione dei Nuclei di valutazione d’Ateneo a maggioranza esterna;
•limitazione del numero di crediti extrauniversitari che ogni Ateneo può riconoscere.
4- Concorsi da ricercatore:
nuovi criteri più oggettivi basati su parametri internazionali

Il DM 180=Legge 1/09 prevedeva l’introduzione di nuovi criteri di valutazione nei concorsi da ricercatore. Questi criteri sono ora contenuti in uno dei Decreti Ministeriale presentato oggi dal ministro Mariastella Gelmini.

In particolare nel DM si segnala come indicazione che ogni titolo scientifico sia valutato separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi. Viene inoltre richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali (peer review). Si dovrebbero, in questo modo, ridurre i margini di arbitrio delle commissioni.

5- Sbloccati i concorsi
Le nuove regole per il reclutamento: più trasparenza grazie al sorteggio
Con la direttiva firmata oggi dal Ministro Mariastella Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori.

I concorsi banditi nelle due tornate nel 2008 erano stati sospesi dalle nuove norme contenute nel DM 180 che impongono le nuove e più trasparenti modalità di formazione delle commissioni. Si tratta di 1800 concorsi.

•Reclutamento dei professori universitari
Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accade ora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare l’esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare.
•Reclutamento dei ricercatori
Le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale.


Arriva la Riforma dell’Università. Ecco i contenuti

Arriva la Riforma dell’Università. Ecco i contenuti

Il ministro Mariastella Gelmini ha oggi illustrato i contenuti della Riforma dell’Università.
“Bisogna avere coraggio – ha affermato il ministro Gelmini – di cambiare l’Università, non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e le Università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili”.

Ecco i contenuti del disegno di legge:

Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili.

Come è: oggi università vicine non possono unirsi per razionalizzare e contenere i costi;

Come sarà: ci sarà la possibilità di unire e federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, per abbattere costi e aumentare la qualità.

Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme secondo criteri nazionali concordati tra MIUR e Tesoro.

Come è: i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei;

Come sarà: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiori trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio.

Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 a circa la metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).

Come è: ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti;

Come sarà: saranno ridotti per evitare che si formino micro settori, che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.

Delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca al fine di creare un vero sistema di formazione di terzo livello sia per l’accademia che per le imprese.

GOVERNANCE

Adozione di un codice etico.

Come è: non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni;

Come sarà: ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele.

Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma.

Come è: ogni università decide il numero dei mandati;

Come sarà: un rettore non potrà rimanere in carica per più di 8 anni con valenza retroattiva.

Distinzione netta di funzioni tra Senato e CDA, il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione.

Come è: attualmente vi è confusione e ambiguità di competenze tra i due organi che non aiuta l’assunzione della responsabilità nelle scelte;

Come sarà: Il senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CDA ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate.

Limiti di 35 membri nel Senato e di 11 nel CDA per superare assemblearismo e paralisi;

Come è: il senato è composto anche da più di 50 persone e il CDA da 30;

Come sarà: sarà ridotto il numero di membri del senato a un massimo di 35 e del cda a 11 per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati.

CDA fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni.

Rafforzamento del peso della rappresentanza studentesca in Senato e CDA.

Introduzione di un direttore generale al posto del direttore amministrativo. Come è: oggi il direttore amministrativo è spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi;


Come sarà: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell’ateneo.

Nucleo di valutazione d’ateneo a maggioranza esterna.

Come è: i nuclei di valutazione sono oggi a maggioranza composti da docenti interni;

Come sarà: il nucleo di valutazione dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.

Semplificazione della struttura interna degli atenei.

Come è: si sovrappongono organi quali il consiglio di corso di studio, il consiglio di dipartimento, la facoltà;

Come sarà: saranno razionalizzati gli organi evitando sovrapposizioni

RECLUTAMENTO E STATO GIURIDICO DEI DOCENTI

Commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri italiani e per la prima volta anche stranieri.

Come è: le università posso assumere nuovi professori senza un filtro nazionale;

Come sarà: una commissione nazionale autorevole dovrà abilitare coloro che sono abilitati a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti.

Le università potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione.

Attribuzione dell’abilitazione, a numero aperto sulla base di criteri di qualità stabiliti con DM sulla base di pareri dell’ANVUR e del CUN.

Come sarà: la commissione nazionale, composta anche da docenti stranieri, dovrà esprimersi a favore della domanda di abilitazione. Non ci saranno limiti al numero di abilitazioni.

Incentivi economici al trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la mobilità.

Oggi la mobilità è spesso resa difficile dai costi che il docente deve sostenere per trasferirsi.

Procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia.

I professori dovranno svolgere 1500 ore annue di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti.

Come sarà: Viene per la prima volta stabilito un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.

Scatti stipendiali solo ai professori migliori.

Come sarà: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione biennale dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi

DIRITTO ALLO STUDIO

Delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi superiori e mobilità.

 

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