Amsterdam e Anversa, le città dei diamanti

 

La reputazione di Amsterdam come città dei diamanti risale al XVI secolo, quando per sottrarsi alla vessazioni religiose degli spagnoli, molti maestri tagliatori che vivevano ad Anversa si trovarono obbligati a scappare trovando un sicuro rifugio nella libera città di Amsterdam, che divenne così il nuovo epicentro della compravendita e dell’intaglio dei diamanti. La sua importanza si radicò ancora di più quando a partire dalla seconda metà del 1800 furono trovati i diamanti in Sud Africa. Era la città di Amsterdam che si occupava del loro smistamento. Nei primi anni del 1900 il settore dei diamanti in questa città vedeva impiegate oltre 10.000 persone.

Nel 1936 ad Amsterdam venne organizzata la prima esposizione di queste preziose pietre. Le vicissitudini legate alle vicende belliche della seconda guerra mondiale colpirono duramente la città. Oltre 2000 tagliatori di diamanti ebrei vennero deportati in Germania e perirono nei campi di concentramento. A seguito di questo sconvolgente fatto la città di Anversa poté riconquistare il primato sul mercato. Ma Amsterdam si risollevò ben presto e a partire dal 1948 le esportazioni di diamanti e le relative transazioni che si svolgono alla borsa dei diamanti di Amsterdam superano ogni anno le importazioni di circa 10 milioni di euro. La rivalità fra le due città, come si evince chiaramente, è antica e per comprendere ancora di più questo basta ricordare che già durante il XVI secolo Anversa rivestiva il ruolo di leader per quanto riguardava lo sviluppo di tecniche di lavorazione dei diamanti. La sua fama era enorme al punto tale che perfino il Re francese Francesco I, invece di utilizzare i tagliatori di diamanti parigini, si avvalse dell’abilità indiscussa degli intagliatori anversesi.

La città di Anversa infatti, prima della repressione spagnola, aveva in mano quasi il 40% del traffico navale e quindi anche i diamanti sbarcavano nel suo porto. Quando gli ugonotti e gli ebrei furono costretti a scappare rifugiandosi nella più tollerante Amsterdam portarono con loro tutta la capacità e l’arte. La città ebbe perciò la possibilità di esercitare un regime di stretto monopolio, che non riguardava esclusivamente l’industria, ma anche il loro commercio. Anversa venne relegata alla lavorazione di quelle considerate di qualità inferiore. Nonostante questo smacco gli abili artigiani anversesi ebbero la capacità di risollevarsi, trasformando quella situazione in una attività prestigiosa riuscendo a far divenire piccole e mediocri pietre delle meravigliose gemme raffinatamente lavorate.

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