Viaggio in Birmania

 

Un Paese affascinante, ricco di tradizioni e di spiritualità: è il Myanmar, conosciuto fino a qualche anno fa come Birmania e soprannominato “il paese delle mille pagode” – perchè è probabilmente la zona che vanta il maggior numero di templi buddhisti antichi e moderni – o “la terra dorata”. Dal punto di vista del clima, il periodo migliore per programmare un viaggio in Birmania è nei mesi compresi da novembre a febbraio, quando le precipitazioni sono più rare e il caldo umido tipico della zona è maggiormente tollerabile.

Cosa vedere
La capitale della Birmania, dove si trova anche l’aeroporto internazionale, è Yangon: tra le attrazioni principali della città c’è la cupola dorata della Shwedagon Paya, un maestoso monumento costruito sulla collina per custodire otto capelli del Buddha; molto particolare la statua del Buddha reclinato della Chaukhtatgyi Paya mentre è immancabile una visita al mausoleo dei Martiri per la democrazia e alla casa di Aung San Suu Kyi. Da qui potete anche dirigervi verso la Tailandia e sostare lì qualche giorno, prenotando anche all’ultimo, tra le offerte online che trovi in siti come questo, per ammirare il più possibile le bellezze di un Continente così lontano da noi.

Informazioni utili prima di partire
Prima di partire, bisogna controllare i propri documenti. Per viaggiare in Birmania serve il passaporto in corso di validità con scadenza minimo 6 mesi e il visto dell’ambasciata che normalmente viene concesso per quattro settimane. Nessuna vaccinazione è obbligatoria, ma è consigliato vaccinarsi contro l’epatite A e fare un richiamo dell’anti-tetanica.

La sicurezza in Birmania
Il Myanmar non è di certo il paese asiatico più facile o più tranquillo da visitare, ma è uno dei meno occidentalizzati al mondo ed è popolato da persone cordiali e disponibili con i turisti. La situazione interna del Paese non presenta particolari problemi, tuttavia ci sono alcune zone che è meglio evitare, come la frontiera con la Thailandia, dove spesso si verificano scontri a fuoco con contrabbandieri, gruppi di ribelli e di rifugiati, e la frontiera con il Bangladesh, teatro di scontri violenti a causa di forti tensioni etniche e religiose tra le due popolazioni.

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